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PEUGEOT

La storia di Peugeot inizia nel 1810 quando in realtà l'odierna casa automobilistica era ben lontana dai progetti legati alle vettore. La Peugeot Frères aînés sorge come industria prima tessile e poi metallurgica grazie ad un'idea di Jean-Pierre Peugeot, il bisnonno di quell'Armand Peugeot che dà inizio alla storia del "leone" in tutta la Francia. L'azienda si occupa della costruzione di utensili destinati alla tessitora e più tardi alla produzione di molle per l'orologeria; nel 1840 l'unione di leggno e oggetti in metallo fa da leva per la produzione di una macinacaffè che porta, di lì a poco, un grande successo ad una Peugeot che inizia a specializzarsi in vere e proprie "invenzioni" da quando la solidità e l'efficienza degli utensili vengono rappresentati dal primo simbolo ufficiale raffigurante un felino che passeggia su una freccia: la resistenza e la forza unita alla velocità testimoniano la grande qualità delle macchine da cucire Peugeot degli anni '60 dell'800. Ma Peugeot non si ferma qui: dopo aver conquistato le famiglie francesi con oggetti diventati d'uso comune nelle case, non si ferma la sua voglia di stupire il pubblico ed ecco che nel 1869 viene prodotta la "tosatrice in miniatura". LO SAPEVI CHE: la famiglia Peugeot è stata incaricata dall'esercito francese di produrre delle tosatrici per i cavalli per sistemare la criniera? Da questa idea ne nasce la macchinetta per capelli che da lì in poi viene adottata dai parrucchieri di tutta la Francia per acconciare i propri clienti. La mobilità associata al marchio Peugeot arriva nel 1882 con la prima bicicletta a ruota grande, seguita dal triciclo con motore a vapore chiamata Peugeot Tipo 1, seguita dalla Tipo 2 e dalla Tipo 3. LO SAPEVI CHE: è proprio una Peugeot Tipo 3 la prima auto a circolare in Italia? Ordinata il 30 agosto del 1892 arriva a Piovene Rocchette in provincia di Vicenza il 2 gennaio 1893 e il primo fortunato proprietario si chiama Gaetano Rossi. La richiesta di auto da parte del pubblico aumenta e nonostante la scissione delle due linee di mercato Peugeot (una parte della famiglia non crede nel progetto automobile) da questo punto la storia di Peugeot inizia ad ingranare: nel 1899 la città di Levallois vede nascere una fabbrica di automobili e la sede sociale viene spostata a Parigi, e la produzione annuale tocca i 500 esemplari. Nel 1905 la parte di famiglia che inizialmente non crede nel progetto ritorna sui suoi passi e Peugeot inizia a produrre le prime auto con il simbolo del leone posizionato sul radiatore e da lì prende piede il nome conosciuto come Peugeot Lion che in quegli anni tocca quota 7800 esemplari. Numeri che aumentano con il passare degli anni e allo scoppio della Grande Guerra Peugeot è riconosciuta come la prima grande casa automobilistica francese e viene riconosciuta in tutto il mondo con una mole produttiva degna di nota: dal 1890 al 1914 la casa del Leone tocca quota 32000 veicoli aprendo anche alle corse sportive con la nascita della L76 e della piccola Bebè che cattura l'attenzione anche di Bugatti. La produzione di Peugeot alla fine della Prima Guerra Mondiale può vantare dell'utilizzo di acciaio laminato a freddo che diventa di lì a poco una delle peculiarità delle vetture Peugeot specialmente quelle costruite ed assemblate nella fabbrica di Sochaux e se la Quadrilette costituisce la prima cyclecar che punta ad una fascia di prezzo bassa, nel 1929 arriva la prima auto Peugeot "a tre cifre" con lo zero in mezzo, destinata a diventare la progenitrice di tutte le vetture caratterizzate da questa sigla numerica. Stiamo parlando della 201 che praticamente in un anno "spacca la catena di montaggio" di Sochaux con, all'attivo 43.303 vetture. Il 1934 è l'anno della coupè-cabriolet Eclipse, mentre la 402 costituisce la prima auto la cui aerodinamica viene implementata con delle forme che ne aumentino le prestazioni, tanto che si aggiudica moltissime gare a Les Mans sbaragliando la concorrenza nella sua categoria. Con l'invasione della Germania nazista Peugeot vede crollare i suoi sogni di gloria, ma la penuria economica e i dissesto cittadino ed industriale non fermano la casa Peugeot che nel frattempo riesce a costruire una fabbrica di ripiego a Bordeaux. Mentre il business ripiega principalmente sull'aeronautica, anche il settore delle auto non viene abbandonato e per ovviare alla scarsità di carburante civile Peugeot costruisce la VLV con un motore elettrico. Dopo il difficile periodo di guerra Peugeot riparte alla grande con la 203 che è il primo modello completamente nuovo. Gli anni 50 segnano una collaborazione importante, quella con la carrozzeria Pininfarina che aiuta Peugeot nell'elaborazione della 403 del 1955 e quattro anni dopo nasce una versione a gasolio che inaugara i motori di questo tipo. Peugeot guarda all'estero e dopo un restyling della 403 nasce una nuova auto, la 404 in versione berlina alla quale in seguito verranno affiancate anche quelle coupè e cabriolet prodotte da Pininfarina e dagli inizi degli anni '60 il progetto si espande in America con la filiale di montaggio IAFA in Argentina, mentre nel 1962 nascono lo stabilimento di Mulhouse e il Centro Studi di Belchamp. Ma Peugeot non ottiene successi solo in America; l'altro continente che si fa garante di successo è l'Africa dove la 504, nata sempre sotto l'ala di Pininfarina, declinata nella sua versione sportiva ed eletta "Auto dell'Anno" 1969. Il 1975 regala un triplo podio con le vittorie della 504 V6 Coupè al Safari Rally del Kenya, al Rally del Bendama in Costa D'Avorio e al Giro del Marocco. I successi ottenuti nelle corse fanno conoscere il marchio e Peugeot è lungimirante nella costruzione degli stabilimenti di Kaduna in Nigeria e l'apertura di un promettente mercato in Libia. LO SAPEVI CHE: nel 1974 Peugeot assume Citroen dando inizio ad una strategia a doppio marchio? Ma non è solo la seconda casa francese a fare gola alla Peugeot perchè Chrysler e Fiat rientrano nei suoi piani: la prima cede le sue filiali europee, la seconda invece apre alla collaborazione per i veicoli commerciali Boxer e Ducato. Ma le logiche del mercato automobilistico di quegli anni viaggiano ad una velocità sorprendente ed il Giappone si accaparra una buona fetta con l'attività produttiva del just-in-time; sono molte le realtà europee che risentono di questa situazione, ma negli anni '80 si riallinea secondo nuovi parametri e posizionamenti di mercato. Il primo prodotto di questo cambiamento è la 205 del 1983 che raccoglie un successo incommensurabile per quel periodo post crisi: stiamo parlando di oltre 5 milioni di esemplari. La 205 GTI è la versione più cattiva per la strada, mentre la 205 Turbo 16 ottiene la vittoria nel Campionato Mondiale Rally nel 1985 e nel 1986. Ma questi anni vedono entrare proptentemente nelle logiche produttive dell'industria Peugeot dei macchinari che velocizzano e semplicizzano i processi: i robot infatti permettono la flessibilità delle catene di montaggio dalle quali escono in contemporanea sia la 205 che la 309. Nel 1987 torna il successo nelle corse sportive e questa volta la 205 Turbo 16 fa sua anche la Parigi Dakar e nello stesso anno Peugeot passa all'innovazione tecnologica con le 205 elettriche che introducono alla Rochelle il concetto di car sharing. Nel 1989 Peugeot si aggiudica un nuovo titolo di Auto dell'Anno con la nascita della 405 la cui versione Turbo 16 si aggiudica la Parigi Dakar. Gli anni '90 costituiscono un periodo florido per Peugeot che nel 1991 lancia la 106, un modello nato sotto la 205, più compatto e rapido rispetto alla "sorella maggiore" che riscuote un successo eclatante per oltre 13 anni. Altri modelli che segnano la storia Peugeot sono la 306 e la 806, la prima monovolume della casa costruita dalla Joint venture tra il gruppo PSA e Fiat. Ma l'auto di punta del gruppo è sicuramenta la 206 prodotta a partire dal 1998 che con le sue linee decise sulle fiancate e smussate sui paraurti posteriore ed anteriore si aggiudica il favore del pubblico fino agli anni 10 del 2000 . L'unica, e non irrilevante pecca del marchio Peugeot negli anni '90 è l'uscita di scena della 604, 505 e 405 che costituivano il trio delle "mondiali" prodotte all'estero che pertanto segnano la rottura dei rapporti tra i francesi e il mercato a stelle e strisce. L'andamento altalenante del mercato degli anni 2000 crea una grande rete di collaborazione tra le case automobilistiche che porta a numerose joint venture di cui è protagonista anche Peugeot che firma un accordo con Ford nel 2001 portando alla nascita dei motori DV. Nello stesso anno nascve un'auto che raccoglie attorno a sè onori e oneri della "pioniera del tettuccio rigido": la 206 CC, la prima (secondo alcuni) auto a possedere un tettuccio rigido ripiegabile, che in quegli anni si contende il primato con la Mercedes Benz SLK, lussuosa e tenace, ma seconda a proporre questa soluzione. Sulla scia del successo della 206 CC arriva nello stesso anno la 307 eletta "Auto dell'anno". La seconda joint venture di Peugeot è con BMW con la quale essa collabora per la produzione dei cosiddetti motori Prince, montati in seguito sulle Mini e su altri modelli del gruppo PSA di fascia medio-bassa. L'altra innovazione degli anni 2000 riguarda la denominazione dei futuri modelli che "guadagnano" uno zero come la 1007, piccola monovolume che contrasta la tedesca Opel Agila e la 4007 primo SUV della casa francese realizzato con Mitsubuishi, chiude la 3008: SUV crossover station wagon. Dal 2010 in Peugeot si allinea con le tendenze, il design, la tecnologia e la sicurezza delle principali case europee ed il primo riflesso di questo atteggiamento è sicuramente il "lifting" al simbolo del leone che viene stilizzato ed assume un look più moderno. Il 2010 è anche l'anno della coupè sportiva RCZ che conquista il pubblico giovanile ed amante del brivido in strada, con motori microibridi e-HDI e sistema Start&Stop integrato su alcuni modelli. Nel 2012 la 208 sostituisce la 207, e la piccola della casa francese viene ulteriormente "pompata" nella versione più aggressiva, la 208 GTI . Nel 2014 invece viene presentata la piccolissima citycar, la 108 che va ad affiancarsi alla Toyota Aygo e alla Citroen C1.

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