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ALFA ROMEO

La storia di Alfa Romeo non può di certo essere considerata tra le più semplici e positive: le difficoltà e le crisi sono state gli elementi che hanno segnato l'intero sviluppo del “Biscione” ma queste le ha permesso di crescere e di affermarsi tra i principali marchi italiani dell'automotive. Alfa Romeo nasce come Società Italiana Automobili Darraq, fondata a Napoli nel 1906 dal Cavalier Ugo Stella, amministratore delegato della stessa società. Quasi immediato è il suo trasferimento nella zona Portello di Milano, una delle più famose sedi originarie nel territorio lombardo. Fin da subito però sorgono i primi problemi: quella che era un'idea innovativa, intraprendente e brillante deve affrontare la grande crisi economica, iniziata nel 1909, che porta alla modifica della ragione sociale, nel tentativo di risollevare le sorti societarie. Tale rettifica viene registrata il 24 giugno 1910, dalla quale origina l'A.L.F.A., l'Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Purtroppo le difficoltà continuano, impedendo alla società di raggiungere quell'equilibrio finanziario necessario per la sua sopravvivenza all'interno di un ambiente sociale, economico e politico che, nel frattempo, diventava sempre più turbolento e instabile a causa della Prima Guerra Mondiale. I successi registrati in questi anni, tra i quali degno di nota è il progetto della 24 HP, la prima auto storica marchiata A.L.F.A. dell’italiano Giuseppe Merosi, non impediscono al brand di entrare in crisi a seguito di una mancata commessa statale che ne causa lo scioglimento anticipato, affidato alla Banca Italiana di Sconto. Fortunatamente, una serie di eventi permettono di far fronte a tali problematiche e portano alla nascita di quella che oggigiorno è conosciuta come Alfa Romeo. Infatti, negli anni dello scioglimento di A.L.F.A., un giovane imprenditore napoletano, Nicola Romeo, aveva fondato la Società Ing. Nicola Romeo & C. e costruito il proprio stabilimento proprio nella zona Portello. A seguito di un'ingente commessa statale per la produzione di proiettili, l'officina Romeo deve necessariamente ampliare le sue strutture. La Bis decide così di acquisire le azioni di A.L.F.A. e di cederne il controllo proprio alla Società Ing. Nicola Romeo &C. Nel 1918 nasce la Società Anonima Italiana Nicola Romeo &C., maggiormente conosciuta come Alfa Romeo. Nonostante inizialmente la produzione fosse tutt'altro che automobilistica, la crescita risulta fin da subito inarrestabile. Al termine della Grande Guerra, Alfa Romeo debutta nel mondo automotive, presentando la RL progettata da Giuseppe Merosi e la Gran Premio Tipo P2 di Vittorio Jano, estende la sua attività anche alla produzione di motori aeronautici e di veicoli industriali e si impone sul mercato come un brand di prestigio e di notorietà internazionale. Il clima italiano però, così come quello degli altri paesi europei, continua ad essere molto critico, la Seconda Guerra Mondiale è alle porte e Alfa Romeo non riesce a ripagare i cospicui debiti. La crisi incombe nuovamente sulla società che, nel 1933, viene acquistata dall'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) e viene nominato un nuovo direttore generale, Ugo Gobbato. Nel 1935, sostenuto dal governo, Gobbato tenta di risollevare l’azienda, trasformandone il business da impresa "artigianale" a grande industria militarizzata e affidando la produzione di veicoli alla Scuderia Ferrari. Queste azioni, se da un lato hanno in parte snaturato la società, dall'altro hanno dato origine a leggende della storia automobilistica come la 6C 2300, 6C 2500, 8C 2300 e 8C 2900 B, successi così importanti da permettere alla Alfa Romeo di affrontare la crisi apportata dalla Seconda Guerra Mondiale e di dare origine ad una nuova epoca. Il periodo post-bellico, infatti, si apre con la nomina di Pasquale Gallo, al posto di Ugo Gobbato (assassinato nel 1945), e di Orazio Satta Puliga, come principale progettista. Nonostante le iniziali complicazioni a far riprendere il business, con l'avvento degli anni Cinquanta Alfa Romeo raggiunge livelli di sviluppo inaspettati: le "Alfette" 158 e 159 partecipano ai primi due Campionati del Mondo della Formula 1, viene presentato il progetto "Alfa Sud" e debuttano la 1900 e le rinomate Giulia e Giulietta. Inoltre, gli anni Sessanta segnano per "Il Biscione" due avvenimenti estremamente importanti: la costruzione dello stabilimento produttivo più grande della casa automobilistica ad Arese, in provincia di Milano, e l'apertura della pista di Balocco. LO SAPEVI CHE: nell'area dove si trovava lo stabilimento produttivo di Arese, dismesso qualche anno fa, ora sorge il museo Alfa Romeo? Lo sapevi che nel museo si possono trovare tutte le auto che hanno segnato la storia di A.L.F.A. e di Alfa Romeo? Lo sapevi che sono in mostra anche tutte le automobili che hanno gareggiato sui più importanti circuiti del mondo? Per l'ennesima volta nella storia di Alfa Romeo, a periodi di crescita e successo corrispondono fasi di regresso. La crisi energetica del 1973 e la complessa situazione economica, politica, sociale e sindacale minano alla stabilità dell'azienda a un punto tale da rendere le fondamenta della stessa in pericolo: l'intervento di Finmeccanica, seppur radicale, è necessario per garantirle stabilità. Pertanto, nel 1986 Alfa Romeo viene ceduta al Gruppo Fiat, decisione al seguito della quale vengono lanciati sul mercato modelli come la 164 e 155, la 156, 147, 8C Competizione, Mito e Giulietta. Di nuovo, Alfa Romeo riparte da capo, dalla moderna e sportiva 4C e dal grande rilancio previsto dal nuovo gruppo Fiat Chrysler Automobiles.

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