Incidenti stradali e animali coinvolti: cosa fare?

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Le insidie della strada sono numerose e non sono così rari gli incidenti stradali in cui sono coinvolti animali. Per avere un’idea, basti pensare che nel nostro Paese sono circa 250mila i chilometri di strade, percorse da milioni di auto ogni anno, che attraversano zone boschive in cui la probabilità di trovare animali è certamente maggiore.

È utile, quindi, sapere cosa fare se un animale che occupa la strada venisse investito, sia nel caso in cui si fosse direttamente coinvolti nell’incidente, ma anche se si dovesse assistere a un episodio del genere che coinvolge un altro automobilista.

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Come comportarsi in caso di incidenti stradali che coinvolgono gli animali?

Le strade di montagna che attraversano zone boschive sono spesso teatro di incidenti che mettono a rischio la vita della fauna di questi luoghi, così come gli stessi automobilisti.

Negli incidenti stradali di maggiore entità, in cui l’impatto con gli animali è particolarmente forte, il conducente o gli altri passeggeri potrebbero essere feriti e il veicolo potrebbe essere impossibile da spostare normalmente; è chiara, soprattutto in questi casi, la necessità di allertare i soccorsi per richiedere un intervento tempestivo.

Nei casi in cui l’impatto fosse di minore entità, anche se i passeggeri e il veicolo non hanno subito danni, è ugualmente obbligatorio fermarsi per prestare soccorso all’animale coinvolto nell’incidente stradale.

L’automobilista deve mettere in sicurezza la zona in cui si è verificato l’incidente segnalando opportunamente agli altri veicoli l’eventuale pericolo o ingombro sulla carreggiata. È necessario poi allertare le autorità competenti attraverso il numero di emergenza 112 o la locale guardia forestale; saranno loro ad intervenire con personale specializzato e con le cure mediche necessarie. Se non si hanno competenze specifiche per intervenire opportunamente, è meglio non avvicinarsi all’animale ferito sia perché potrebbe avere una reazione aggressiva, sia per non rischiare di sottoporlo ad ulteriore stress.

Nel caso di incidente stradale in cui sono coinvolti animali che non vengono soccorsi dall’investitore, è dovere dei testimoni allertare le autorità competenti e applicare tutte le norme di sicurezza precedentemente descritte.

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Cosa prevede la legge

La legge prevede sanzioni per chi non adempie al dovere di prestare soccorso agli animali coinvolti negli incidenti stradali e la validità della norma è estesa anche ad eventuali testimoni.

L’articolo 189, comma 9bis, del Codice della Strada regolamenta il comportamento da tenere in questo tipo di incidenti e recita: “L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.
Chiunque non ottempera agli obblighi di cui al periodo precedente è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 413 a euro 1.656. Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 82 a euro 328.

Non sempre l’automobilista è colpevole: nei casi in cui è il padrone dell’animale, o del gregge, ad aver provocato l’incidente con un comportamento non idoneo sarà lui a rispondere dei danni arrecati. L’obbligo del conducente è comunque quello di fermarsi per prestare soccorso e non incorrere in sanzioni. Queste regole, come riportato dall’articolo 189 del Codice della Strada, sono valide solo nel caso in cui l’animale è domestico, da reddito o protetto. L’elenco degli animali protetti, che comprende circa 800 specie, è consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente.

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Incidenti stradali e animali coinvolti: cosa fare? ultima modifica: 2020-12-07T17:00:15+01:00 da Alfredo Di Todaro

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