“Next”: il mezzo di trasporto del futuro tutto italiano

mezzo del futuro

Che cosa ci riserva il futuro in ambito di mobilità sostenibile?

A questa domanda ha pensato bene di rispondere una start up di Padova, guidata da Tommaso Gecchelin, laureato in Disegno Industriale allo IUAV di Venezia e poi in Fisica presso l’Università di Padova.

Infatti, a questo proposito, Tommaso e il suo team hanno deciso di presentare, alla tappa di Padova di Treno Verde 2019, una campagna di sensibilizzazione per la mobilità a impatto zero promossa da Legambiente in collaborazione con Ferrovie dello Stato italiane, un prodotto risultato dalla difficile sfida di coniugare la sostenibilità, l’economicità dell’autobus e la flessibilità del taxi: Next.

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Questo veicolo di ultima generazione è una sorta di bus scomposto in più moduli elettrici, ognuno dei quali presenta una capienza di circa 10 passeggeri. Questi moduli si potranno sganciare o agganciare in base alle destinazioni richieste dagli utilizzatori, calcolate in tempo reale attraverso un algoritmo.

Mentre inizialmente questa idea era stata snobbata dagli imprenditori italiani, che l’hanno ritenuta “troppo ambiziosa” e un “progetto futuristico”, a Dubai ha attirato l’attenzione dello Sceicco Mohammed bin Rashid Maktoum, che, attraverso un semplice tweet, ha rilanciato l’idea all’attenzione del mondo intero, promettendo che entro il 2030, il 25% di tutti i viaggi a Dubai saranno “driverless”, autonomi.

Oggi, la start up sta cercando di migliorare e ultimare il progetto che verrà presentato nella città medio orientale all’Expo 2020. L’idea è quella di avere pronti due prototipi funzionanti in scala 1:10 e altri due prototipi espositivi di dimensioni reali da mostrare alla fiera, e spera di commercializzare le prime flotte nel giro di due o tre anni.

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Ma da dove è nata questa idea?

L’idea è nata mentre Tommaso stava studiando per conseguire la prima laurea in fisica. Infatti, mentre stava studiando i sistemi complessi, come appunto il traffico, si è accorto che in città molte automobili, nonostante la maggior parte fossero indirizzate verso la stessa destinazione, avevano dentro un singolo passeggero. Partendo quindi da questo presupposto, grazie alle capacità acquisite durante i suoi corsi di studi e alle competenze del suo team (competenze di robotica, informatica avanzata e ottica, che, come dice lo stesso Tommaso, sono state fondamentali nella progettazione di questo veicolo futuristico) sono stati in grado di realizzare un mezzo di trasporto in grado di apportare vantaggi sia al passeggero che all‘ambiente.

Infatti, i possibili benefici derivanti da Next sono molteplici: costi e tempi di viaggio per i passeggeri si abbassano, si massimizza il tasso di occupazione del mezzo in quanto i passeggeri e le eventuali merci si possono ridistribuire tra i vari moduli che, inoltre,  avendo la possibilità di staccarsi anche leggermente gli uni dagli altri, gli permetterebbero di percorrere curve strette senza problemi e senza intralciare il traffico.

Ultimo vantaggio, ma di certo non meno importante, è la riduzione del traffico e la conseguente diminuzione dell”emissione di sostante nocive per l’ambiente.

I potenziali clienti

I clienti ideali di Next Future Transportation sono da una parte i pendolari, cittadini che compiono viaggi urbani e interurbani in aree trafficate, la cui esigenza principale è arrivare in tempo a destinazione. Dall’altra, l’altro gruppo di clienti sono, più verosimilmente, le agenzie per il trasporto pubblico.

Per motivi non certo anti-patriottici, ma più che altro guidato dalla considerazione di una parziale inefficienza delle infrastrutture di trasporto italiane, Gecchelin ha preferito escludere momentaneamente l’Italia dal bacino di potenziali clienti, mentre altre grandi città tecnologiche con strade ben curate a lunga percorrenza, come Singapore, Abu Dhabu o Dubai, sono il focus d’espansione del CEO di Next.

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“Next”: il mezzo di trasporto del futuro tutto italiano ultima modifica: 2019-10-03T16:00:03+01:00 da Sofia Bottini

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